La GoPro Fusion rappresenta un capitolo importante nella storia delle videocamere a 360 gradi e in particolar mod per l’azienda californiana. Con la Fusion la GoPro entra nel mondo del video sferico o 360VR, con l’obiettivo di unire la filosofia dell’action cam (sinonimo di GoPro) alla nascente narrazione immersiva. In un periodo in cui il video 360° sta iniziando a diffondersi su YouTube e sui primi visori VR consumer, Fusion cerca di portare questo linguaggio a un pubblico più ampio, mantenendo qualità e robustezza tipiche del marchio.
Dal punto di vista progettuale la GoPro Fusion adotta una struttura con due obiettivi ultra-grandangolari con sensori da 1/2.3″ contrapposti leggermente disallineati e non centrali come le altre videocamere. Le immagini catturate dai due sensori vengono registrate su due distinte schede MicroSD, una per lente, e poi unite tramite un processo di stitching per generare un’unica sfera video. Questa architettura, oggi comune, all’epoca rappresentava una soluzione relativamente avanzata per il mercato consumer, soprattutto se abbinata alla stabilizzazione software sviluppata da GoPro.

Uno degli elementi distintivi della Fusion è stata la risoluzione video. La videocamera è in grado di registrare contenuti video a 360 gradi fino a 5.2K a 30 fps se settata in NTSC e a 25fps per il formato PAL. I video registrati in formato H264 venivano uniti attraverso il software Fusion Studio che è stato sostituito dall’app Quik. Per quanto riguarda le foto, la Fusion può scattare foto a 16.6MP.

Accanto alla ripresa sferica, la GoPro Fusion introduceva una funzione che avrebbe poi influenzato fortemente i modelli successivi: la possibilità di estrarre video tradizionali a partire da una ripresa a 360 gradi. Grazie al software di post-produzione, l’utente poteva scegliere l’inquadratura, simulare movimenti di camera e creare video “flat” stabilizzati, mantenendo la flessibilità di una ripresa immersiva. Questo concetto di reframing è diventato uno dei pilastri del video 360.
La stabilizzazione è stata un altro punto chiave. GoPro ha integrato nella Fusion una versione iniziale di quella che sarebbe poi evoluta nell’HyperSmooth, consentendo riprese sorprendentemente fluide anche in condizioni di movimento intenso.



